«Le Regioni devono impegnarsi. I direttori generali e sanitari devono essere più attenti. Questa non è una richiesta: lo prevede la legge. E qui devo essere diretto. Devono cessare immediatamente quelle pratiche, e pratiche è un eufemismo, che consistono nel manipolare i dati per apparire in ordine quando in ordine non si è. Agende pulite sulla carta, liste apparentemente brevi, standard rispettati almeno nei registri. Sono trucchi che definisco scandalosi, sono artefatti solo per mostrare standard che poi non corrispondono a quello che i cittadini vedono ogni giorno. Questo non è un problema tecnico. È un problema di onestà».
Così interviene nel corso della presentazione del bilancio dei NAS dei Carabinieri, e riportato sul Sole 24 ore del 5 febbraio, il ministro della Salute Schillaci .
«Se un cittadino viene mandato via perché le liste d’attesa sono chiuse, ma se paga magicamente ci sono medici, sale e apparecchiature disponibili, questo non è scorretto. È disumano», ribadisce il ministro nel corso del suo intervento e aggiunge, rivolgendosi ad una platea che sicuramente ne è perfettamente al corrente che : «c’è un obbligo di verifica da parte delle Direzioni aziendali. Inoltre, quando le liste d’attesa superano i tempi previsti, le Direzioni generali devono garantire le prestazioni anche attraverso la libera professione, ma al prezzo delle tariffe pubbliche, ovvero solo con il ticket».

