Il problema sollevato in parlamento da Massimo Milani, FdI.

Il 31 dicembre 2025 scade l’offerta “Placet in deroga”, uno strumento transitorio per i clienti non vulnerabili che non avevano ancora scelto un fornitore.  Secondo i dati ARERA citati, meno del 5% delle offerte attuali del mercato libero è più conveniente delle condizioni tutelate. La media degli incrementi di costo sarebbe del 15%. Si teme pertanto  un aggravio dei costi, soprattutto per le famiglie meno informate, in un mercato percepito come “selvaggio”, con pratiche aggressive e poca trasparenza.

Gli strumenti istituzionali (es. Portale Offerte ARERA) sono poco conosciuti, specie dagli anziani. La complessità delle tariffe rende difficile il confronto.

Il deputato  Milani chiede al Governo di valutare una proroga delle offerte Placet per tutto il 2026, per evitare aumenti improvvisi e gestire una transizione definita “epocale”.

Il governo ha chiarito attraverso il sottosegretario Barbato , che qualsiasi decisione sulla proroga della “Placet in deroga” è di esclusiva competenza di ARERA, non del Governo.

Il sottosegretario ha ricordato che rimane disponibile l’offerta “Placet ordinaria”, con condizioni contrattuali standardizzate e inderogabili fissate da ARERA (solo la componente di commercializzazione è libera).

Punti chiave emersi dal dibattito:

  1. Natura ibrida delle offerte Placet: Non sono un ritorno alla tutela piena, ma uno strumento transitorio con condizioni contrattuali fissate dall’Autorità e prezzi (parzialmente) liberi.

  2. Mercato libero immaturo: La concorrenza non sembra ancora in grado di garantire risparmi diffusi rispetto al vecchio regime tutelato.

  3. Asimmetria informativa critica: La complessità del mercato e la scarsa conoscenza degli strumenti di confronto rendono i consumatori vulnerabili.

  4. Appello a un accompagnamento efficace: È stata auspicata una maggiore azione di supporto da parte di Governo e ARERA, coinvolgendo anche associazioni dei consumatori e CAF, per aiutare le famiglie in questo passaggio.

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