L’Italia è il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge specifica contro l’obesità. Approvato in via definitiva il Ddl – primo firmatario Roberto Pella (Fi) – ha visto la maggioranza votare a favore, mentre le opposizioni si sono astenute chiedendo maggiori risorse. Per la prima volta vengono fissati dei punti fermi: l’obesità è riconosciuta come una malattia progressiva e recidivante, si prevedono campagne si sensibilizzazione, di formazione, l’agevolazione dell’inserimento delle persone obese nelle attività scolastiche, lavorative e sportivo-ricreative, un osservatorio nazionale, e sono stanziati fondi specifici. Ma il punto cruciale è anche la gratuità delle cure: con il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, le cure saranno a carico del Ssn, ma previo il necessario inserimento nei Lea. Ricordiamo che il farmaco usato per curare l’obesità è oggi a carico del paziente e la cura costa mediamente 400 euro al mese.
E perché ciò avvenga, affermano Pd e opposizioni, sono necessarie risorse congrue. Risorse che però, denunciano, «non ci sono». Una prima risposta arriva dal ministro della Salute Schillaci: «Aver approvato una legge contro l’obesità è un segno di civiltà». Quanto ai Lea «valutiamo – ha detto -. Nei Lea ci sono tante cose da inserire».

