Ieri a Villa Lubin, OCSE e CNEL hanno presentato i rapporti “Profilo della Sanità 2025: Italia” e “Health at a Glance”. Emerge un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) efficiente e con ottimi risultati, ma sotto pressione e bisognoso di trasformazione.
Punti di forza
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Salute eccellente: Aspettativa di vita a 84,1 anni (record UE), mortalità prevenibile molto basse.
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Efficienza: Risultati superiori alla media con una spesa inferiore (8,4% del PIL vs 9,3% UE).
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Copertura universale: Accesso garantito a tutti i cittadini.
Criticità principali
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Accesso e liste d’attesa: Tempi lunghi per diagnostica e visite specialistiche, con disparità territoriali (divario Nord-Sud).
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Personale: Abbastanza medici (5,4 ogni 1.000), ma carenza cronica di infermieri (6,9 vs 9,2 di media OCSE) e operatori socio sanitari.
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Stili di vita a rischio: Fumo in aumento (19,5% vs 14,8% OCSE), forte sedentarietà (45% vs 30%) e cattiva alimentazione causano 167.000 decessi/anno (24% del totale).
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Prevenzione debole: Screening e vaccinazioni (es. HPV al 55%, sotto media UE 63%) non hanno recuperato i livelli pre-COVID.
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Consumo antibiotici: Troppo alto (21 dosi vs 16 OCSE), rischi per l’antibiotico-resistenza.
Le soluzioni proposte (dagli interventi)
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Trasformare per preservare: Non difendere il modello attuale, ma innovare (Pnrr, digitalizzazione, territoriale). Priorità: transizione dall’ospedale al territorio (Case di Comunità, assistenza domiciliare).
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Investire sulla prevenzione: Legge quadro su stili di vita (alimentazione, sport), approccio One Health (salute-ambiente).
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Riallineare risorse: Aumentare il finanziamento (Fondo sanitario +74 mld nel 2026) e potenziare gli infermieri per reggere l’invecchimento record (34% over 65 entro il 2050).
Giudizio finale: SSN eccellente ed efficiente, ma a rischio sostenibilità. Serve una trasformazione profonda per mantenere l’universalità e la qualità delle cure.
